Calcolo IVA
Scegli se aggiungere o scorporare l'IVA, inserisci l'importo e seleziona l'aliquota.
Modificabile: puoi digitare qualsiasi aliquota
Totale con IVA
1.220,00 €
1.000,00 € + 22% (220,00 €) = 1.220,00 €
- Imposta (IVA)
- 220,00 €
- Imponibile
- 1.000,00 €
Verifica sempre quale aliquota si applica alla tua operazione: dipende dal bene o servizio e dalle condizioni della cessione. Questo strumento esegue solo il calcolo e non fornisce consulenza fiscale.
Aggiungere l'IVA o scorporarla: due operazioni diverse
L'IVA è un'imposta proporzionale che si applica all'imponibile, cioè al valore del bene o del servizio prima dell'imposta. Da qui nascono due esigenze opposte, entrambe frequenti nella vita quotidiana e nel lavoro: chi emette un preventivo o una fattura parte dall'imponibile e deve arrivare al totale da incassare; chi guarda uno scontrino o un totale già pagato parte dal lordo e deve risalire a quanto valeva la merce prima dell'imposta. Le due modalità del calcolatore — "Aggiungi IVA" e "Scorpora IVA" — coprono esattamente questi due casi, e non sono la stessa operazione fatta al contrario con lo stesso numero: aggiungere richiede una moltiplicazione, scorporare richiede una divisione per un divisore diverso dall'aliquota stessa.
Se invece dell'IVA ti serve applicare uno sconto commerciale prima o dopo l'imposta, puoi usare il calcolatore di calcolo sconto, oppure, per verificare quanto margine resta su un prezzo di vendita, quello di margine e ricarico.
Le formule
| Cosa vuoi ottenere | Formula |
|---|---|
| IVA da imponibile | imponibile × aliquota ÷ 100 |
| Totale (lordo) da imponibile | imponibile + IVA, cioè imponibile × (1 + aliquota ÷ 100) |
| Imponibile da lordo | lordo ÷ divisore, dove divisore = 1 + aliquota ÷ 100 |
| IVA da lordo | lordo − imponibile (dopo aver calcolato l'imponibile con la formula precedente) |
Aliquote IVA italiane e relativo divisore
Per scorporare l'IVA da un totale non si usa l'aliquota direttamente, ma un divisore che dipende dall'aliquota stessa. La tabella seguente riporta le aliquote più comuni, il divisore corrispondente e un esempio su un importo lordo di 122 €, 110 €, 105 € e 104 € rispettivamente.
| Aliquota | Divisore | Esempio di lordo | Imponibile scorporato |
|---|---|---|---|
| 22% (ordinaria) | 1,22 | 122,00 € | 100,00 € |
| 10% (ridotta) | 1,10 | 110,00 € | 100,00 € |
| 5% (ridotta) | 1,05 | 105,00 € | 100,00 € |
| 4% (minima) | 1,04 | 104,00 € | 100,00 € |
L'aliquota applicabile dipende dal bene o servizio specifico e va sempre verificata: questa tabella ha solo scopo di esempio numerico.
Due esempi svolti
Esempio 1 — fatturazione. Un professionista prepara un preventivo di 1.000 € di imponibile con aliquota ordinaria al 22%: l'imposta è 1.000 × 0,22 = 220 € e il totale da fatturare è 1.000 + 220 = 1.220 €. Con un'aliquota ridotta al 10% lo stesso imponibile porterebbe a un totale di 1.100 €.
Esempio 2 — scorporo da uno scontrino. Uno scontrino riporta un totale di 61,00 € con aliquota al 22%. Per risalire all'imponibile si divide per il divisore 1,22: 61,00 ÷ 1,22 = 50,00 € di imponibile, con 11,00 € di IVA. Sottrarre semplicemente il 22% da 61,00 € darebbe invece 47,58 €, un risultato scorretto.
Ipotesi e casi limite
- Aliquota pari a zero. Con aliquota 0% l'imponibile e il lordo coincidono e l'IVA calcolata è nulla: è il caso delle operazioni esenti o non imponibili, che vanno comunque verificate caso per caso.
- Arrotondamento al centesimo. Ogni passaggio del calcolo può generare decimali oltre il centesimo; il risultato finale va arrotondato, e questo può produrre differenze di un centesimo rispetto a un gestionale che arrotonda in un punto diverso del calcolo, per esempio riga per riga anziché sul totale.
- Imponibile negativo. Può comparire in note di credito o storni: il calcolo resta valido, ma il segno va gestito coerentemente in tutto il documento contabile.
- Sconto applicato prima dell'IVA. Uno sconto commerciale va sempre applicato all'imponibile prima di calcolare l'imposta, mai al totale già comprensivo di IVA: l'ordine delle operazioni cambia il risultato finale.
Errori comuni
- Sottrarre la percentuale dal lordo. È l'errore più frequente: per scorporare l'IVA si divide per il divisore corretto, non si sottrae l'aliquota dal totale.
- Sommare di nuovo l'IVA su un prezzo già lordo. Se un prezzo è già comprensivo di imposta, aggiungere un'altra volta l'aliquota produce un doppio conteggio dell'IVA.
- Confondere aliquota e divisore. Il divisore per scorporare non è l'aliquota (per esempio 22%) ma 1 più l'aliquota espressa in forma decimale (1,22).
- Applicare l'aliquota sbagliata. Le aliquote ridotte valgono solo per categorie specifiche di beni e servizi: verifica sempre quale si applica al tuo caso prima di emettere un documento.
- Dimenticare gli sconti. Eventuali sconti vanno applicati all'imponibile prima del calcolo dell'imposta, non dopo. Per altri calcoli percentuali di base puoi consultare anche il calcolo percentuale o l'elenco completo dei calcolatori di finanza.
Domande frequenti
Come si aggiunge l'IVA a un importo?
Si moltiplica l'imponibile per l'aliquota divisa 100 e si somma il risultato all'imponibile. Su 100 € con aliquota 22%: IVA 22 €, totale 122 €.
Come si scorpora l'IVA da un totale?
Si divide il lordo per 1 più l'aliquota divisa 100. Da 122 € con aliquota 22%: 122 ÷ 1,22 = 100 € di imponibile e 22 € di IVA.
Perché non basta togliere il 22% dal lordo?
Perché l'IVA è calcolata sull'imponibile, non sul totale. Togliendo il 22% da 122 € otterresti 95,16 €, un risultato sbagliato: per scorporare correttamente bisogna dividere per 1,22, non sottrarre il 22%.
Quali aliquote sono disponibili in Italia?
Oltre all'aliquota ordinaria del 22% esistono aliquote ridotte al 10% e al 5% e un'aliquota minima al 4% per determinate categorie di beni e servizi. Il calcolatore propone questi quattro valori come scorciatoie e permette comunque di digitare qualsiasi aliquota.
Come faccio a sapere quale aliquota applicare?
L'aliquota dipende dal bene o servizio specifico e dalle condizioni dell'operazione. Verifica sempre la classificazione corretta sulla documentazione ufficiale o con il tuo consulente fiscale prima di emettere un documento.
Perché il totale della mia fattura differisce di un centesimo dal calcolo?
Perché i software gestionali possono arrotondare in punti diversi del calcolo, per esempio riga per riga invece che sul totale complessivo. Uno scarto di un centesimo è normale e non indica un errore.
Il risultato può essere usato in fattura?
Il calcolo è quello standard, ma le fatture possono richiedere arrotondamenti per riga, regimi particolari o esenzioni. Considera il risultato come verifica, non come documento fiscale definitivo.
Fonti e revisione
Ultima revisione: 11 agosto 2026
La revisione riguarda le formule di calcolo e le aliquote IVA italiane citate in pagina (ordinaria 22%, ridotte 10% e 5%, minima 4%). Non stabiliamo quale aliquota si applichi al tuo caso: l'aliquota corretta dipende dal bene o servizio e va verificata sulla normativa o con chi cura la tua contabilità.
Fonti consultate
- IVA nell'Unione europea: regole e aliquote — Your Europe — Commissione europea
Come controlliamo formule, arrotondamenti e casi limite è spiegato in come verifichiamo i calcoli. Se trovi un errore, segnalalo: le correzioni sui calcoli hanno la priorità.
Formula in chiaro, calcolo nel browser, casi limite testati: come verifichiamo i calcoli.