Margine e ricarico
Analizza costo e prezzo per leggere margine e ricarico, oppure parti da una percentuale obiettivo per trovare il prezzo di vendita.
Quanto ti costa il prodotto
A quanto lo vendi, con lo stesso criterio IVA del costo
Margine sul prezzo
37,5%
(80,00 € − 50,00 €) ÷ 80,00 € × 100 = 37,5%
- Utile per pezzo
- 30,00 €
- Ricarico sul costo
- 60%
Usa lo stesso criterio IVA per costo e prezzo: entrambi al netto oppure entrambi al lordo. Il calcolo è aritmetico e non costituisce consulenza commerciale o fiscale.
Come si usa
La modalità Analizza costo e prezzo risponde alla domanda «quanto ci guadagno davvero?»: inserisci quanto paghi il prodotto e a quanto lo vendi, e leggi contemporaneamente l'utile per pezzo, il margine sul prezzo e il ricarico sul costo. La modalità Trova il prezzo lavora nella direzione opposta: parti dal costo e dalla percentuale che vuoi ottenere, scegli se quella percentuale è un margine o un ricarico, e il calcolatore ti restituisce il prezzo con entrambe le letture.
L'interruttore della base è la parte importante. La stessa percentuale, letta come margine o come ricarico, produce prezzi diversi: 35% di margine su un costo di 50 € dà 76,92 €, 35% di ricarico dà 67,50 €. Nove euro di differenza su un articolo da settanta.
Le formule
- Utile: utile = prezzo − costo
- Margine: margine % = utile ÷ prezzo × 100
- Ricarico: ricarico % = utile ÷ costo × 100
- Prezzo da margine obiettivo: prezzo = costo ÷ (1 − margine ÷ 100), con margine minore di 100
- Prezzo da ricarico obiettivo: prezzo = costo × (1 + ricarico ÷ 100)
- Conversioni: margine = ricarico ÷ (1 + ricarico); ricarico = margine ÷ (1 − margine), con le percentuali in forma decimale
Esempio svolto: dal costo al prezzo di listino
Un articolo costa 50 € al netto e vuoi che ti resti il 35% del prezzo di vendita. Il prezzo è 50 ÷ 0,65 = 76,92 €: l'utile è 26,92 €, che sul prezzo è appunto il 35% e sul costo è un ricarico del 53,8%. Se avessi moltiplicato il costo per 1,35 avresti ottenuto 67,50 €, con un margine reale del 25,9%: nove punti in meno di quanto pensavi, su ogni pezzo venduto.
Il controllo inverso è immediato: metti 50 e 76,92 nella modalità di analisi e verifica che il margine torni al 35%. Fare questa verifica una volta chiarisce la differenza tra le due basi meglio di qualsiasi spiegazione.
Tabella di conversione rapida
| Ricarico sul costo | Margine sul prezzo | Prezzo con costo 100 € |
|---|---|---|
| 10% | 9,1% | 110,00 € |
| 20% | 16,7% | 120,00 € |
| 25% | 20% | 125,00 € |
| 30% | 23,1% | 130,00 € |
| 50% | 33,3% | 150,00 € |
| 100% | 50% | 200,00 € |
| 200% | 66,7% | 300,00 € |
Perché la distinzione conta nella pratica
Nel commercio la percentuale che gira nelle conversazioni è quasi sempre il ricarico, perché si applica al costo, che è il numero noto quando si compra. Nei bilanci e nelle analisi di redditività si usa il margine, perché si rapporta al ricavo, che è il numero noto quando si vende. Le due percentuali coesistono legittimamente, ma vanno etichettate: un «30%» senza base dichiarata è un dato incompleto.
La conseguenza pratica più costosa riguarda gli sconti. Su un articolo con margine del 30%, uno sconto del 20% sul prezzo non riduce il guadagno di un quinto: lo riduce di due terzi. Il margine è la parte piccola del prezzo, e lo sconto la aggredisce tutta.
IVA: la regola per non sbagliare
L'IVA non è né un costo né un ricavo per chi ha partita IVA: viene incassata dal cliente e versata all'erario. Il conto corretto è quindi al netto su entrambi i lati. L'errore da evitare è mettere il costo al netto e il prezzo al pubblico comprensivo di IVA: con aliquota al 22% il guadagno apparente aumenta di oltre venti punti e il prezzo che ne deriva è troppo basso. Se preferisci ragionare in prezzi al pubblico, porta entrambi i valori al lordo: le percentuali cambiano leggermente ma restano coerenti. Per passare da un criterio all'altro usa il calcolo IVA.
Errori frequenti
- Moltiplicare il costo per (1 + margine). È la formula del ricarico: produce sistematicamente un margine più basso di quello desiderato.
- Mescolare valori con e senza IVA. Il risultato è un margine che non esiste.
- Trattare il margine lordo come utile. Affitto, personale, logistica e commissioni non sono nel calcolo.
- Sommare due percentuali di segno opposto. Un ricarico del 30% seguito da uno sconto del 30% non riporta al costo: riporta a 0,91 volte il costo.
- Dimenticare resi e cali. Se una parte della merce non viene venduta, il margine effettivo sul lotto è più basso di quello sul pezzo.
Strumenti collegati
Per valutare l'effetto di una promozione usa il calcolo sconto; per confrontare due periodi di vendite la variazione percentuale; per riscalare costi su quantità diverse la regola del tre.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra margine e ricarico?
Cambia il denominatore. Il margine misura l'utile in rapporto al prezzo di vendita, il ricarico lo misura in rapporto al costo. Con costo 50 e prezzo 100 l'utile è 50: il margine è 50% (50 ÷ 100) e il ricarico è 100% (50 ÷ 50). Sono due letture dello stesso guadagno, e confonderle porta a prezzi sbagliati.
Perché un ricarico del 30% non dà un margine del 30%?
Perché il prezzo è sempre maggiore del costo, quindi dividere per il prezzo dà una percentuale più bassa. Un ricarico del 30% su un costo di 100 dà prezzo 130 e margine 23,1%. La regola generale: margine = ricarico ÷ (1 + ricarico), entrambi espressi in forma decimale.
Come calcolo il prezzo per ottenere un margine preciso?
Dividendo il costo per uno meno il margine in forma decimale: per un margine del 40% su un costo di 60 € il prezzo è 60 ÷ 0,60 = 100 €. Moltiplicare il costo per 1,40 è l'errore più comune e produce 84 €, cioè un margine reale del 28,6%.
Perché non si può avere un margine del 100%?
Perché significherebbe un utile pari all'intero prezzo, quindi un costo nullo. Matematicamente la formula divide per zero e il prezzo tende all'infinito: già un margine del 99% porta il prezzo a cento volte il costo. Il ricarico invece può superare il 100% senza problemi.
I valori vanno inseriti con o senza IVA?
Come preferisci, ma allo stesso modo per costo e prezzo. Mescolare un costo netto con un prezzo al pubblico comprensivo di IVA gonfia il guadagno apparente di oltre venti punti. Se lavori con partita IVA la lettura corretta è quasi sempre quella al netto, perché l'imposta non è né un costo né un ricavo.
Il margine calcolato è l'utile della mia attività?
No: è il margine sul singolo articolo, spesso chiamato margine lordo o di primo livello. Non tiene conto di affitto, personale, trasporti, resi, commissioni delle piattaforme, imposte e costi finanziari. Serve a decidere un prezzo, non a misurare il risultato dell'esercizio.
Cosa succede se vendo sotto costo?
Il calcolatore lo mostra esplicitamente con utile negativo e percentuali negative, senza nasconderlo. È una situazione che può avere senso in casi specifici, per esempio liquidare giacenze, ma va vista per quello che è: ogni pezzo venduto riduce il risultato invece di migliorarlo.
Come converto un margine in ricarico e viceversa?
Da margine a ricarico: ricarico = margine ÷ (1 − margine). Da ricarico a margine: margine = ricarico ÷ (1 + ricarico). In pratica, il modo più rapido è usare la modalità «Trova il prezzo» con la base che ti interessa e leggere l'altra percentuale tra i risultati secondari.