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Che data sarà tra X giorni

Parti da una data, indica quanti giorni aggiungere o sottrarre e scegli se contare tutti i giorni o solo quelli lavorativi.

Il giorno di partenza non viene contato.

Numero intero, anche 0.

Direzione
Tipo di giorni

Data risultante

Inserisci una data valida e un numero intero di giorni per vedere il risultato.

Come si usa

Questa pagina risponde a una domanda molto precisa: che data sarà tra un certo numero di giorni, oppure quale data cadeva un certo numero di giorni prima. Imposta la data di partenza, scrivi quanti giorni ti servono, scegli se andare avanti o indietro e se contare tutti i giorni o soltanto quelli lavorativi. Il risultato compare subito, con il giorno della settimana e l'eventuale festività, perché una data che cade di domenica o il 25 aprile cambia il significato pratico della risposta.

La logica del calcolo

In modalità giorni di calendario il calcolo somma o sottrae giornate intere alla data di partenza, gestendo automaticamente i mesi di lunghezza diversa e il 29 febbraio: 28 febbraio 2024 più un giorno è 29 febbraio, mentre nel 2025 è 1° marzo.

In modalità giorni lavorativi il calcolatore avanza (o retrocede) un giorno alla volta e scala il contatore solo quando il giorno attraversato è lavorativo secondo le tue impostazioni. I giorni non lavorativi e, se hai scelto di saltarle, le festività nazionali vengono attraversati senza essere contati: per questo il risultato è sempre un giorno lavorativo. Il motore delle festività è identico a quello del calcolo dei giorni lavorativi, Pasquetta compresa, calcolata anno per anno con l'algoritmo gregoriano della Pasqua.

In entrambe le modalità il giorno di partenza non è contato, e con 0 giorni la data resta invariata, anche quando non è lavorativa: è il comportamento più prevedibile e ti permette di usare lo strumento anche solo per leggere il giorno della settimana di una data.

Esempio svolto

Partenza giovedì 2 aprile 2026, 2 giorni lavorativi, settimana lunedì-venerdì con festività escluse. Il 3 aprile è venerdì e conta come primo giorno; il 4 e il 5 sono sabato e domenica e vengono saltati; il 6 aprile è il Lunedì dell'Angelo e viene saltato anch'esso; il 7 aprile, martedì, è il secondo giorno lavorativo. Risultato: 7 aprile 2026. Con la modalità giorni di calendario, gli stessi 2 giorni avrebbero portato al 4 aprile, un sabato.

Come leggere il risultato

Il numero grande è la data; le informazioni intorno servono a interpretarla. Il giorno della settimana dice se la data è praticabile: una consegna, un appuntamento o un adempimento previsti di domenica quasi sempre slittano. L'indicazione della festività segnala i casi in cui uffici, banche e sportelli sono chiusi. La data in cifre nel formato giorno/mese/anno è quella da copiare nei moduli italiani.

Cosa è compreso e cosa non lo è

  • Compreso: mesi di lunghezza diversa, anni bisestili, cambio d'anno, festività nazionali italiane con Pasquetta e il 4 ottobre dal 2026, settimana corta o lunga, spostamenti in avanti e indietro.
  • Non compreso: santi patroni e chiusure locali, ponti aziendali, ferie, orari di apertura o di deposito, sospensione feriale dei termini, proroghe di legge, fasce orarie di consegna.

Il riferimento normativo per la festività del 4 ottobre è la legge 8 ottobre 2025 n. 151, in Gazzetta Ufficiale.

Errori frequenti

  • Contare il giorno di partenza. È la prima causa di scarti di un giorno: qui il conteggio inizia dal giorno successivo.
  • Usare i giorni lavorativi quando il testo dice “giorni”. In assenza della parola “lavorativi”, la lettura corretta è quasi sempre giorni di calendario.
  • Fare i conti a mano sui mesi. “Tra tre mesi” e “tra 90 giorni” non coincidono quasi mai; questa pagina lavora sui giorni.
  • Sommare millisecondi in orario locale. Nei fogli di calcolo e negli script è il modo classico di perdere o guadagnare un giorno al cambio dell'ora legale.
  • Dimenticare i ponti locali. Se la tua città chiude per il patrono, la data calcolata può risultare inutilizzabile: verifica il calendario locale.

Situazioni pratiche

  • Consegne e spedizioni: “spedizione in 5 giorni lavorativi” diventa una data concreta, con i festivi già saltati.
  • Adempimenti e promemoria: sapere che una data cade di sabato ti fa anticipare l'azione al venerdì.
  • Conto alla rovescia inverso: con la modalità “Sottrai” trovi entro quando muoverti perché qualcosa arrivi in tempo.
  • Pianificazione di attività: aggiungere giorni lavorativi a una data di inizio dà una fine realistica per un'attività di durata nota.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra giorni di calendario e giorni lavorativi?

I giorni di calendario comprendono tutto: sabati, domeniche e festivi. I giorni lavorativi contano solo i giorni in cui si lavora, secondo la settimana che scegli e con la possibilità di saltare le festività nazionali. Trenta giorni di calendario da oggi e trenta giorni lavorativi da oggi possono distare oltre due settimane l'uno dall'altro.

Il giorno di partenza viene contato?

No, in nessuna delle due modalità: si conta a partire dal giorno successivo. Aggiungere 1 giorno a lunedì dà martedì, non lunedì stesso. È il criterio più intuitivo per rispondere alla domanda “che data sarà tra…”. Se una regola specifica prevede di contare il giorno iniziale, aggiungi o togli un giorno al risultato.

Cosa accade se il risultato cade di domenica o in un giorno festivo?

In modalità giorni di calendario la data viene restituita così com'è, e il calcolatore ti segnala se si tratta di un sabato, di una domenica o di una festività nazionale. In modalità giorni lavorativi, invece, il risultato è per costruzione un giorno lavorativo: le giornate non lavorative vengono attraversate senza essere contate.

Quali festività vengono riconosciute?

Le festività nazionali italiane: 1° e 6 gennaio, Pasqua e Lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre, più il 4 ottobre dal 2026 in base alla legge 8 ottobre 2025 n. 151. I patroni locali non sono compresi perché variano da comune a comune.

Posso andare indietro nel tempo?

Sì: scegli “Sottrai” per sapere quale data cadeva un certo numero di giorni prima. Funziona anche in modalità lavorativi, con le stesse regole di settimana e festività applicate all'indietro. È il calcolo che serve, per esempio, per capire entro quando spedire un documento che deve arrivare a una data prestabilita.

Il calcolo tiene conto dell'ora legale?

Sì, nel senso che non ne è influenzato. Le date sono trattate come giornate intere in orario universale, quindi il cambio di fine marzo e di fine ottobre non sposta il risultato di un giorno, come invece succede facendo aritmetica sui millisecondi in orario locale.

Va bene per calcolare una scadenza contrattuale o processuale?

Fornisce la data risultante secondo i criteri che imposti, ma non applica le regole giuridiche: termini liberi, sospensione feriale, proroga automatica al primo giorno non festivo, termini a mesi anziché a giorni. Verifica sempre la norma o la clausola applicabile prima di trattare la data come scadenza.

Serve anche a calcolare una durata tra due date?

No, quella è la domanda opposta e ha il suo strumento dedicato: qui parti da una data e da un numero di giorni per ottenere una nuova data, mentre il calcolo dei giorni tra due date parte da due date per ottenere un numero.

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