Costo energia elettrica
Indica potenza e utilizzo, oppure un consumo già noto in kWh: ottieni subito energia consumata e spesa, con le medie per giorno, mese e anno.
Sulla targhetta o nel libretto
Da 0 a 24
Valore di esempio modificabile: usa il prezzo medio della tua bolletta
Costo del periodo
54,00 €
2.000 W ÷ 1.000 × 3 h × 30 giorni = 180 kWh × 0,30 €/kWh = 54,00 €
- Energia consumata
- 180 kWh
- Media al giorno
- 1,80 €
- Su 30 giorni
- 54,00 €
- Su 365 giorni
- 657,00 €
Il prezzo precaricato è un valore di esempio, non una tariffa in vigore: sostituiscilo con quello della tua bolletta. Quote fisse, imposte e componenti di contratto restano fuori dal conto, quindi il totale della bolletta è normalmente più alto.
Come si usa
Le due modalità rispondono a due situazioni diverse. Da potenza e utilizzo è la via da seguire quando hai davanti un apparecchio e vuoi stimarne la spesa: leggi i watt sulla targhetta, stima quante ore al giorno resta accesso e per quanti giorni. Da consumo noto serve quando i kWh li hai già, per esempio dalla differenza tra due letture del contatore o dal consumo annuo dichiarato in etichetta: in quel caso indichi anche a quanti giorni si riferisce quella quantità, così le medie hanno senso.
Il campo del prezzo è l'unico che vale la pena curare con attenzione. Cambiare 0,25 in 0,35 fa variare il risultato del quaranta per cento: la precisione del calcolo dipende molto più dal prezzo che dai decimali delle ore.
Da watt a kilowattora
Il watt misura una potenza, cioè quanta energia l'apparecchio assorbe in ogni istante. Il kilowattora misura una quantità di energia: è ciò che ottieni tenendo un kilowatt acceso per un'ora. Il passaggio da uno all'altro richiede quindi il tempo, e vale sempre la stessa catena: watt ÷ 1.000 = kilowatt, kilowatt × ore = kilowattora.
Un esempio chiarisce l'ordine di grandezza. Una lampadina a LED da 9 W tenuta accesa cinque ore al giorno per un mese consuma 0,009 × 5 × 30 = 1,35 kWh, meno di cinquanta centesimi. Uno scaldabagno elettrico da 1.500 W che lavora tre ore al giorno consuma 1,5 × 3 × 30 = 135 kWh nello stesso mese, cento volte tanto. È per questo che, in bolletta, contano quasi solo i dispositivi che scaldano o raffreddano.
Le formule
- Da potenza: kWh = watt ÷ 1.000 × ore al giorno × giorni
- Costo: costo = kWh × prezzo in €/kWh
- Normalizzazione: costo al giorno = costo ÷ giorni; il mese usa 30 giorni e l'anno 365, per confronti stabili tra apparecchi diversi
Esempio svolto: il forno elettrico
Un forno da 2.000 W usato in media tre ore al giorno per trenta giorni assorbe 2 × 3 × 30 = 180 kWh. Con un prezzo medio tutto compreso di 0,30 €/kWh la spesa del mese è 54 €, cioè 1,80 € al giorno e circa 657 € su un anno intero di utilizzo costante. Il numero annuo serve a mettere il consumo in prospettiva: tre ore al giorno di forno, tutti i giorni, è un uso intenso da laboratorio, non domestico. Provare uno scenario realistico — un'ora al giorno — riporta la spesa a 18 € al mese.
Scenari utili da provare
- Standby diffuso: 5 W per 24 ore su 365 giorni. Ripeti il conto per il numero di apparecchi sempre alimentati che hai in casa.
- Condizionatore estivo: 900 W per otto ore al giorno su novanta giorni, poi rifai il conto con sei ore per vedere quanto pesa ridurre l'accensione.
- Asciugatrice: 2.500 W per un'ora e mezza, tre volte a settimana: usa 12 giorni al mese come approssimazione dei cicli.
- Frigorifero: qui conviene la modalità da consumo noto, inserendo i kWh annui dell'etichetta e 365 giorni, perché il compressore non lavora in continuo.
Errori frequenti
- Confondere watt e kilowatt. Inserire 2 invece di 2.000 per un forno da 2 kW divide il risultato per mille. Il campo chiede watt.
- Usare il prezzo della sola materia energia. È la voce più visibile in bolletta ed è anche la più bassa: sottostima la spesa in modo sistematico.
- Attribuire le ore sbagliate agli apparecchi ciclici. Frigorifero, condizionatore e caldaia elettrica non assorbono la potenza di targa per tutto il tempo in cui sono accesi: per loro è più affidabile partire dai kWh.
- Mescolare le fasce orarie. Un solo prezzo medio va bene con la tariffa monoraria; con la multioraria conviene un calcolo per fascia.
- Dimenticare che il totale è una stima. Quote fisse, potenza impegnata e imposte non dipendono dai kWh e non compaiono in questo conto.
Da qui in poi
Se vuoi ragionare sull'aumento del prezzo tra due bollette ti serve la variazione percentuale; se devi passare da un importo con IVA a uno senza usa il calcolo IVA. Per riscalare un consumo noto su un periodo diverso è comoda anche la regola del tre.
Questo strumento esegue solo calcoli aritmetici sui dati che inserisci: non legge contatori, non conosce la tua tariffa e non fornisce consulenza sui contratti di fornitura.
Domande frequenti
Come si calcola il consumo di un elettrodomestico in kWh?
Si divide la potenza in watt per 1.000 per ottenere i kilowatt, poi si moltiplica per le ore di funzionamento. Un ferro da stiro da 2.000 W acceso mezz'ora consuma 2 × 0,5 = 1 kWh. Il kilowattora è quindi un kilowatt mantenuto per un'ora, e la bolletta si paga proprio su questa quantità.
Dove trovo il prezzo del kWh da inserire?
Nella bolletta, ma non nella riga della sola materia energia: quella esclude oneri, trasporto e imposte. Il valore più utile è quello che ottieni dividendo il totale da pagare per i kWh consumati nello stesso periodo. È un prezzo medio tutto compreso, l'unico che rende il preventivo realistico.
Perché il totale del calcolatore è più basso della bolletta?
Perché la bolletta contiene anche voci che non dipendono da quanto consumi: quota fissa, quota potenza impegnata, canone televisivo e imposte. Se moltiplichi i kWh per il prezzo puro della materia energia ottieni solo una parte del conto, ed è il motivo per cui conviene usare un prezzo medio tutto compreso.
Il calcolatore vale anche per le fasce orarie F1, F2 e F3?
Sì, ma un calcolo per volta. Inserisci le ore di utilizzo che cadono in una fascia e il prezzo di quella fascia, poi ripeti per le altre e somma i risultati. Con una tariffa monoraria il problema non esiste e un solo calcolo basta.
Quanto costa lasciare un apparecchio in standby?
Poco per unità, molto in totale. Cinque watt costanti per un anno sono circa 43,8 kWh: con un prezzo medio di 0,30 €/kWh sono poco più di 13 € l'anno. Il punto è che una casa ne ha spesso una decina, tra decoder, alimentatori, televisori e ciabatte accese.
Come uso la modalità «da consumo noto»?
Serve quando non conosci la potenza ma hai già i kWh: la lettura del contatore, il dato del misuratore smart, la stima di consumo annuo di un elettrodomestico in etichetta energetica. Inserisci i kWh e i giorni a cui si riferiscono, e ottieni costo del periodo e medie giorno, mese e anno.
L'etichetta energetica indica il consumo reale?
Indica il consumo di un ciclo di prova standardizzato: utile per confrontare due modelli, non per prevedere la tua bolletta. Il consumo reale dipende da carico, temperatura impostata, frequenza d'uso e manutenzione. Meglio trattarla come punto di partenza e correggerla con il tuo utilizzo effettivo.
Il risultato tiene conto delle perdite di rete e del rendimento?
No, e non deve: il contatore misura l'energia che entra in casa, quindi le perdite di rete a monte non ti vengono addebitate a kWh. Restano invece fuori dal conto le inefficienze interne, per esempio un condizionatore che lavora oltre il necessario o un frigorifero con guarnizioni consumate.